McCutcheon - American Record Guide
Lieder — STR 37273
“(…) Superbly played with crisp, incisive articulation and energetic, well-coordinated phrasing - what a delight!”.
Ken Keaton — American Record Guide
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) the best interpretations largely play with joy and let Bach’s beauty emerge on its own. Each of the players adds just a touch of ornamentation that always enhances, never obscures. Each has a fondness for short articulation, especially in the quicker movements, which gives a nice dancing feel”.
Phil's Review December 2016 — AAC
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“The artists on this album do a good job characterizing the various baroque genres.
Considerable effort has been given to making the four suites seem like items in a homogeneous program. The performances strike a nice balance between academism and the pure enjoyment of a public recital. When I first played this CD on my audio system, the sound seemed a trifle cool and austere, but when I transferred the audition to a more intimate medium, the results were warmer and more satisfying”.
Andrea Aguzzi — Neuguitars
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) the disc is beautiful, all four performers are really valid musicians, the booklet that accompanies the CD contains an essay by Stefano Grondona that we are simply obliged to read and learn, the recording quality, thanks to the sound engineer David Piva and the mastering of Andrea Dandolo, is simply amazing. Stradivarius, once again has released another high quality production”.
“(…) il disco è bellissimo, gli interpreti sono davvero tutti e quattro validissimi musicisti, il libretto che accompagna il cd contiene un saggio di Stefano Grondona che è obbligo leggere e imparare, la qualità di registrazione, merito di tecnico del suono Davide Piva e del mastering di Andrea Dandolo, è favolosa. La Stradivarius ha ancora fatto centro con una produzione di elevata qualità”.
Roberto Brusotti — Musica!
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) un atteggiamento espressivo alieno da ogni forma di esteriorità, di facile effetto, di pathos fuori luogo, improntato anzi in generale ad una serenità espositiva che si trasmette direttamente all'ascoltatore”.
Andrea Aguzzi — Neuguitars
Der Wanderer — STR 37069
“(…) If the traveler hasn’t a precise place to reach, even if each time he establishes one and its movement, its wandere is the incarnation of an archetype, it must be said that this duo has clear ideas about what to play and especially how: the cd is really remarkable and interesting focusing on pieces and transcriptions by J. Brahms, F. Schubert, C. Frank and JK Mertz. The performers are really good and show a remarkable artistic and professional maturity, as well as the sound of the cd, edited by Andrea Dandolo both in recording and mastering. An excellent job”.
“(…) Se il viandante non ha un luogo preciso da raggiungere, anche se ogni volta ne stabilisce uno e il suo spostarsi è l’incarnazione di un archetipo, bisogna dire che questo duo ha le idee ben chiare su cosa suonare e soprattutto come: il cd è davvero notevole e interessante incentrato su brani e trascrizioni di J. Brahms, F. Schubert, C. Frank e J.K. Mertz. Gli interpreti sono davvero bravi e dimostrano una notevole maturazione artistica e professionale, così come è eccellente il suono del cd, curato da Andrea Dandolo sia in fase di registrazione che di mastering. Un lavoro davvero eccellente”.
Roberto Brusotti — Musica!
Der Wanderer — STR 37069
“(…) l'interpretazione di Giacomo Copiello e Michele Tedesco è sensibile, ricca di giovanile vigore ed entusiasmo, riuscendo a trarre il massimo frutto dalle peculiarità timbriche della chitarra, grazie all'eccellenza di due strumenti appartenenti all'epoca d'oro della liuteria chitarristica (creati da Santos Hernàndez nel 1917 e José Velasco nel 1930). Così, nell'esposizione dell'«Andante, ma moderato» dal Sestetto op.18 di Brahms può mancare un po' il caratteristico carattere vibrante della viola e del violino, ma il Duo Wanderer ne sa tradurre la severa energia in una palette morbida e timbrata, procedendo lungo tutte le variazioni con forza ritmica, trasparenza e duttilità, ben rappresentata dalla quinta variazione, dolce, che attinge oserei dire poeticamente dalle tinte delicate della chitarra e dalla particolare rarefazione sonora offerta dai suoni armonici”.
Filippo Lovato — Giornale di Vicenza
Der Wanderer — STR 37069
“(…) Copiello e Tedesco, vicentini entrambi, hanno 25 e 24 anni. Ma la calibrata eleganza del fraseggio, la cura del suono, l'espressività talvolta pudicamente trattenuta, testimoniano talento e alta scuola. Un cd esplora un'espressione idealizzata (e purtroppo fuori moda) di sentimenti autentici e il libretto ospita un'appassionata nota introduttiva della musicologa Nicoletta Confalone”.
Ermanno Brignolo — Seicorde
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“Un disco che suscita interesse non solo per la sua ragione d'essere, quanto – anzi, piuttosto – per'alto contenuto musicale che lascia presagire un futuro radioso tanto per questi quattro giovani chitarristi, quanto per i fortunati che li ascolteranno e li seguiranno nel loro percorso”.
Piero Barbareschi — Gothik Network
Der Wanderer — STR 37069
“A nostro parere però il brano che da solo giustifica l'acquisto del CD è la trascrizione del Preludio, Fuga e Variazioni op.18 di Franck. Non se ne abbiamo a male i colleghi organisti, ma questa affascinante composizione scritta per armonium non trova la massima esaltazione con il timbro dell'organo. Già la trascrizione per pianoforte di Harold Bauer evidenzia lo charme e l'immediata piacevolezza del brano. La trascrizione per due chitarre di Matanya Ophee dà l'impressione di aver trovato il timbro ideale per che merita un brano così concepito. L'attacco del tema iniziale con il malinconico basso discendente, ma anche il breve fugato e la ripresa del tema iniziale variato solo ritmicamente con uno scorrevole disegno di semicrome conquistano immediatamente lìascoltatore, grazie anche all'inappuntabile esecuzione di Giacomo Copiello e Michele Tedesco.”
Angelo Formenti — CdClassico
Der Wanderer — STR 37069
“Si tratta di una registrazione, e di un lungo, meticoloso lavoro di preparazione a monte, che vorrei definire, proprio per questo, “fuori dal coro”. È un lavoro d’esordio e sembra invece frutto del lavoro di vecchie volpi del concertismo, della prassi esecutiva, della produzione discografica. È pieno di energia e di entusiasmo giovanili, certo, ma anche di capacità di meditazione e di introiezione degne di musicisti con una carriera alle spalle. È la musica fatta così, quella che mi piace, con una proiezione interiore che assocerei alla perfezione e alla capacità di attrazione della poesia”.
Filippo Caon — Giornale di Vicenza
“Tempo fa a proposito delle Suites di Brunello scrivevo che Bach mi piace come il vino: schietto e con una punta di acido, il gusto ce l’ha già, e non ha bisogno della zavorra dell’interprete. Copiello non ne mette e la sua musica non è certo retorica. Una linea continua, un discorso che non cede mai, ogni nota è la necessaria preparazione di quella dopo, e questo con l’illusoria spontaneità che pochi sanno dare. Confidando di imbattermi presto in sue nuove pubblicazioni”.
McCutcheon - American Record Guide
Lieder — STR 37273
“(…) Superbly played with crisp, incisive articulation and energetic, well-coordinated phrasing - what a delight!”.
Ken Keaton — American Record Guide
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) the best interpretations largely play with joy and let Bach’s beauty emerge on its own. Each of the players adds just a touch of ornamentation that always enhances, never obscures. Each has a fondness for short articulation, especially in the quicker movements, which gives a nice dancing feel”.
Phil's Review December 2016 — AAC
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“The artists on this album do a good job characterizing the various baroque genres.
Considerable effort has been given to making the four suites seem like items in a homogeneous program. The performances strike a nice balance between academism and the pure enjoyment of a public recital. When I first played this CD on my audio system, the sound seemed a trifle cool and austere, but when I transferred the audition to a more intimate medium, the results were warmer and more satisfying”.
Andrea Aguzzi — Neuguitars
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) the disc is beautiful, all four performers are really valid musicians, the booklet that accompanies the CD contains an essay by Stefano Grondona that we are simply obliged to read and learn, the recording quality, thanks to the sound engineer David Piva and the mastering of Andrea Dandolo, is simply amazing. Stradivarius, once again has released another high quality production”.
“(…) il disco è bellissimo, gli interpreti sono davvero tutti e quattro validissimi musicisti, il libretto che accompagna il cd contiene un saggio di Stefano Grondona che è obbligo leggere e imparare, la qualità di registrazione, merito di tecnico del suono Davide Piva e del mastering di Andrea Dandolo, è favolosa. La Stradivarius ha ancora fatto centro con una produzione di elevata qualità”.
Roberto Brusotti — Musica!
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“(…) un atteggiamento espressivo alieno da ogni forma di esteriorità, di facile effetto, di pathos fuori luogo, improntato anzi in generale ad una serenità espositiva che si trasmette direttamente all'ascoltatore”.
Andrea Aguzzi — Neuguitars
Der Wanderer — STR 37069
“(…) If the traveler hasn’t a precise place to reach, even if each time he establishes one and its movement, its wandere is the incarnation of an archetype, it must be said that this duo has clear ideas about what to play and especially how: the cd is really remarkable and interesting focusing on pieces and transcriptions by J. Brahms, F. Schubert, C. Frank and JK Mertz. The performers are really good and show a remarkable artistic and professional maturity, as well as the sound of the cd, edited by Andrea Dandolo both in recording and mastering. An excellent job”.
“(…) Se il viandante non ha un luogo preciso da raggiungere, anche se ogni volta ne stabilisce uno e il suo spostarsi è l’incarnazione di un archetipo, bisogna dire che questo duo ha le idee ben chiare su cosa suonare e soprattutto come: il cd è davvero notevole e interessante incentrato su brani e trascrizioni di J. Brahms, F. Schubert, C. Frank e J.K. Mertz. Gli interpreti sono davvero bravi e dimostrano una notevole maturazione artistica e professionale, così come è eccellente il suono del cd, curato da Andrea Dandolo sia in fase di registrazione che di mastering. Un lavoro davvero eccellente”.
Roberto Brusotti — Musica!
Der Wanderer — STR 37069
“(…) l'interpretazione di Giacomo Copiello e Michele Tedesco è sensibile, ricca di giovanile vigore ed entusiasmo, riuscendo a trarre il massimo frutto dalle peculiarità timbriche della chitarra, grazie all'eccellenza di due strumenti appartenenti all'epoca d'oro della liuteria chitarristica (creati da Santos Hernàndez nel 1917 e José Velasco nel 1930). Così, nell'esposizione dell'«Andante, ma moderato» dal Sestetto op.18 di Brahms può mancare un po' il caratteristico carattere vibrante della viola e del violino, ma il Duo Wanderer ne sa tradurre la severa energia in una palette morbida e timbrata, procedendo lungo tutte le variazioni con forza ritmica, trasparenza e duttilità, ben rappresentata dalla quinta variazione, dolce, che attinge oserei dire poeticamente dalle tinte delicate della chitarra e dalla particolare rarefazione sonora offerta dai suoni armonici”.
Filippo Lovato — Giornale di Vicenza
Der Wanderer — STR 37069
“(…) Copiello e Tedesco, vicentini entrambi, hanno 25 e 24 anni. Ma la calibrata eleganza del fraseggio, la cura del suono, l'espressività talvolta pudicamente trattenuta, testimoniano talento e alta scuola. Un cd esplora un'espressione idealizzata (e purtroppo fuori moda) di sentimenti autentici e il libretto ospita un'appassionata nota introduttiva della musicologa Nicoletta Confalone”.
Ermanno Brignolo — Seicorde
Bach: The 4 Suites for Lute — STR 37055
“Un disco che suscita interesse non solo per la sua ragione d'essere, quanto – anzi, piuttosto – per'alto contenuto musicale che lascia presagire un futuro radioso tanto per questi quattro giovani chitarristi, quanto per i fortunati che li ascolteranno e li seguiranno nel loro percorso”.
Piero Barbareschi — Gothik Network
Der Wanderer — STR 37069
“A nostro parere però il brano che da solo giustifica l'acquisto del CD è la trascrizione del Preludio, Fuga e Variazioni op.18 di Franck. Non se ne abbiamo a male i colleghi organisti, ma questa affascinante composizione scritta per armonium non trova la massima esaltazione con il timbro dell'organo. Già la trascrizione per pianoforte di Harold Bauer evidenzia lo charme e l'immediata piacevolezza del brano. La trascrizione per due chitarre di Matanya Ophee dà l'impressione di aver trovato il timbro ideale per che merita un brano così concepito. L'attacco del tema iniziale con il malinconico basso discendente, ma anche il breve fugato e la ripresa del tema iniziale variato solo ritmicamente con uno scorrevole disegno di semicrome conquistano immediatamente lìascoltatore, grazie anche all'inappuntabile esecuzione di Giacomo Copiello e Michele Tedesco.”
Angelo Formenti — CdClassico
Der Wanderer — STR 37069
“Si tratta di una registrazione, e di un lungo, meticoloso lavoro di preparazione a monte, che vorrei definire, proprio per questo, “fuori dal coro”. È un lavoro d’esordio e sembra invece frutto del lavoro di vecchie volpi del concertismo, della prassi esecutiva, della produzione discografica. È pieno di energia e di entusiasmo giovanili, certo, ma anche di capacità di meditazione e di introiezione degne di musicisti con una carriera alle spalle. È la musica fatta così, quella che mi piace, con una proiezione interiore che assocerei alla perfezione e alla capacità di attrazione della poesia”.
Filippo Caon — Giornale di Vicenza
“Tempo fa a proposito delle Suites di Brunello scrivevo che Bach mi piace come il vino: schietto e con una punta di acido, il gusto ce l’ha già, e non ha bisogno della zavorra dell’interprete. Copiello non ne mette e la sua musica non è certo retorica. Una linea continua, un discorso che non cede mai, ogni nota è la necessaria preparazione di quella dopo, e questo con l’illusoria spontaneità che pochi sanno dare. Confidando di imbattermi presto in sue nuove pubblicazioni”.